Diritto Costituzionale 2 – Lo Stato, la Costituzione

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LO STATO E IL TERRITORIO.

Si definisce TERRITORIALE l’ente in cui l TERRITORIO costituisce un elemento essenziale: lo Stato è l’ente territoriale per eccellenza, ma non il solo, dal momento che la Costituzione ne prevede altri: REGIONI, PROVINCIE e COMUNI. Il rapporto tra Stato e territorio è necessario e deve essere PERMANENTE: non sono Stati gruppi i nomadi o gli zingari o alcune tribù africane.

Uno Stato si estingue:

1)   a causa del venir meno del suo territorio, in seguito alla completa “debellatio “ dello Stato.

2)   ovvero, alla rinuncia del territorio, sulla base di un apposito atto internazionale.

Specie negli ordinamenti statali contemporanei, la SOVRANITA’ su un territorio può incontrare parziali, volontarie limitazioni per l’esigenza di rafforzare la presenza dello Stato i organismi e comunità sopranazionali. Per esempio frequenti sono i limiti territoriali determinati dalla presenza di fortificazioni, o di basi militari straniere. In Italia, vedi art. 11 della Costituzione

Diversi Stati si denominano col nome geografico del territorio su cui insistono; come la nostra Repubblica ( la Costituzione opera un riferimento alla dimensione geografica del suo territorio all’art. 11).

Spettano allo Stato le facoltà giuridiche tipiche dello status di proprietario: cioè, il potere di ALIENARE, COMMERCIARE o GODERE del bene.

L’appartenenza del territorio allo Stato italiano è sancita da alcuni articoli del Codice Civile , per es. : art. 822 del Codice Civile che individua i beni del demanio pubblico; art. 826 Codice Civile: beni che costituiscono il patrimonio indisponibile dello Stato; art. 827 Codice Civile PRINCIPIO GENERALE, per cui TUTTI I BENI IMMOBILI CHE NON SONO IN PROPRIETA’ DI ALCUNO,SPETTANO AL PATRIMONIO DELLO STATO.

L’esistenza di un territorio è presupposta dalla nostra Costituzione: articolo 10,terzo comma, art. 80, art. 120, terzo comma, 12° disposizioni transitorie terzo comma.

Alcuni ambienti sono “res communis omnium”, cioè non fanno parte del territorio di uno Stato:

a)   lo spazio ultra atmosferico e i corpi celesti.

b)   l’Antartide.

c)    il mare libero, cioè quello che si estende oltre la linea del mare territoriale.

SONO del TERRITORIO i seguenti spazi geografici ( sulla base delle norme internazionali e dei diversi ordinamenti interni:

a)   la terraferma, entro i confini (naturali o artificiali) internazionalmente definiti.

b)   Le acque interne (fiumi, laghi) comprese entro i confini.

c)    Ultra atmosferico.

d)   Il sottosuolo.

e)   Il mare territoriale e la piattaforma continentale: questa limitatamente all’esplorazione e alla utilizzazione delle risorse naturali.

f)    Gli aeromobili e le navi militari, ovunque si trovino; le navi egli aeromobili civili quando si trovino in spazi non soggetti alla sovranità di alcuno Stato.

g)   Le sedi delle rappresentanze diplomatiche all’estero e i luoghi dove i diplomatici risiedono, anche temporaneamente.

h)   Eventuali colonie, possedimenti o altre pertinenze.

Esclusi dal territorio nazionale, per l’istituto dell’immunità, sono la repubblica di SAN MARINO e la città del VATICANO: questo caso particolare di immunità, (previsto dal trattato del 1929), che definisce i confini della città del VATICANO, precisa che piazza S. Pietro, pur facendo parte della città del Vaticano, continua normalmente a essere aperta al pubblico, soggetta ai poteri di polizia delle autorità italiane.

IL POPOLO E LA SOVRANITA’.

La sovranità (anche se muove da un dato metagiuridico) è giuridicamente ricostruibile sulla base delle norme costituzionali: punto essenziale di riferimento è l’art. 1 della Costituzione: ”L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. ” Come si è detto, la sovranità ha due profili:

a)   uno, verso l’esterno: è sovrano un popolo dotato di in dipendenza e di originarietà, così da impedire ad altri di ingerirsi nella propria sfera; e da non derivare da altri la legittimazione all’esercizio delle proprie funzioni e competenze.

b)   l’altro, si rivolge all’interno dell’ordinamento consente al titolare della sovranità di imporre legittimamente COMANDI GIURIDICI VINCOLANTI PER TUTTI I SOGGETTI.

CARATTERI ESSENZIALI DELLA SOVRANITA’.

a)   L’ORIGINARIETA’

b)   L’ESCLUSIVITA’: deve essere imputata a un unico soggetto (popolo, nazione, Stato).

c)    La SUPREMAZIA (perché esprime una volontà superiore, “una summa potestas”).

La GIURIDICITA: la sovranità non è assoluta, ma limitata dalla Costituzione.

La sovranità si manifesta attraverso ATTI GIURIDICI TIPICIZZATI; i più rilevanti: la legge, l’atto amministrativo, la sentenza.

NOZIONE GIURIDICA DI POPOLO.

In Costituzione: popolazione e popolo:

Popolazione: art. 56 Costituzione , art. 132 primo comma, 4° e 9° disposizione transitorie.

Popolo: art. 71, art. 75, art. 101 e art. 138.

(All’art. 11, invece che “popoli” i costituenti intesero “le diverse comunità politiche esistenti”; art. 47, “risparmio popolare”, come risparmio dei ceti sociali meno abbienti).

MODO DI ACQUISTO DELLA CITTADINANZA:

1)   Ius sanguinis.

2)   Ius soli.

Solo l’articolo 22 della Costituzione:”Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome. ”(materia senza garanzie; manca una riserva di legge).

Acquisto della cittadinanza italiana: oltre allo ius sanguinis e (in mancanza) lo ius soli: PER FATTO VOLONTARIO da uno STRANIERO: e, in altri casi, con decreto del Presidente della Repubblica; infine “iuris communicatio” (coniuge straniero o apolide può acquisire la cittadinanza italiana a certe condizioni.

FORME DI STATO E FORME DI GOVERNO.

Forme di Stato: Stati Unitari, Stati Federali, Stati Regionali, Stati Democratici E Stati Autoritari.

Forme di Governo:

Monarchie, Repubbliche.

GOVERNO COSTITUZIONALE. Governo costituzionale puro: nasce il Consiglio dei Ministri, accanto al re, e, anche Il Parlamento bicamerale.

Governo costituzionale parlamentare. REPUBBLICHE Parlamentari: Presidenziali (USA), Semipresidenziali (FRANCIA) e Direttoriali (SVIZZERA).

FORME DI STATO:

1)   STATO UNITARIO (pur rispettando le autonomie locali e le comunità intermedie), governo unico; rigorose centralizzazioni delle funzioni; unico Presidente; con organi rappresentativi solo centrali.

2)   STATO FEDERALE: riunione di più Stati che conservano ciascuno parte della propria sovranità, ma affidano il residuo dei loro poteri –almeno la politica estera e la politica militare –a un Governo federale, a capo del quale, vi è, di regola, un Presidente federale; esempi: USA; Austria, Cecoslovacchia e Unione Sovietica (dopo la 2° guerra mondiale); Iugoslavia e Germania occidentale, dopo la 2° guerra mondiale.

3)   STATO REGIONALE: Stato intermedio tra Stato Unitario e Stato Federale (es. Italia). Uno Stato Unitario amplia la sfera delle autonomie locali: Regioni titolari di una propria potestà legislativa, in parte autonoma da quella dello Stato, con robusta autonomia finanziaria.

LO STATO E LA SUA CONTINUITA’: Problema della durata di uno Stato nel tempo: ogni ordinamento si pone e si suppone a tempo indeterminato.

ESTINZIONE diversa dalla TRASFORMAZIONE:

lo Stato è sottoposto a modifiche continue:

1)    per mutamenti intervenuti nel comportamento dei suoi organi (prassi, convenzioni, modificazioni tacite).

2)    per una vera e propria innovazione normativa prodotta da leggi di revisione costituzionale.

Uniche eccezioni, se una normativa dispone in senso contrario: URSS, dopo la rivoluzione del 1917; Cina: la Costituzione del 1949 abrogò tutte le leggi e i regolamenti precedenti.

ESTINZIONE DELLO STATO: per trasformazione (quando uno Stato si disgrega in più Stati, o tra più Stati, o si aggiunge a un altro).

Esempi più significativi negli ultimi due secoli:

1)   Incorporazione dei vecchi Stati dell’Italia al Piemonte.

2)   Nascita dell’Olanda e del Belgio dallo smembramento dei Paesi Bassi.

3)   Dissoluzione dell’Impero Austroungarico.

4)   Dissoluzione del Reich (1945), con la formazione della Repubblica federale tedesca e la Repubblica democratica tedesca.

5)   Estinzione dell’URSS e dello Stato federale Iugoslavo.

Estinzione di un regime. Avviene INDIPENDENTEMENTE dall’estinzione dello Stato: Forma regiminis mutata, non mutatur ipsa civitas.

O con procedure giuridiche: attraverso una nuova fase costituente; o in conseguenza di situazioni di fatto: colpo di Stato o rivoluzione.

LO STATO E LA COMUNITA’ INTERNAZIONALE.

Lo sviluppo delle organizzazioni internazionali.

Le Costituzioni liberali, come lo Statuto Albertino, non riservano particolare attenzione ai problemi dell’ordinamento internazionale; questa impostazione è stata decisamente superata dai crescenti progressi di internazionalizzazione economica e istituzionale, e dal rilievo che le relazioni internazionali assumono per lo sviluppo interno dei singoli Paesi.

Si sono codificati alcuni principi, i quali, per esempio,prevedono l’immediata e diretta applicabilità delle norme prodotte da alcune fonti del diritto extranazionale. Non esistono problemi di rilevanza economica e sociale per la cui soluzione non siano necessarie la collaborazione e il coordinamento tra i diversi membri della Comunità internazionale. (criminalità, droga, questioni monetarie, lotta contro l’inquinamento).

In tutte le Costituzioni più recenti: disposizioni che pongono regole di comportamento, o obbiettivi di politica estera da perseguire: esempio, la Costituzione Repubblicana Federale tedesca, la Costituzione spagnola.

Anche nella Costituzione italiana: diverse disposizioni sulla problematica delle relazioni internazionali: art. 10,11,26,35,78 e 80, orientate secondo cinque opzioni fondamentali:

c)    apertura dello stato verso la comunità internazionale.

d)   proiezione sul piano internazionale dei nostri valori costituzionali fondamentali.

e)   pacifismo.

f)    garantismo.

g)   solidarismo internazionale.

Si assiste, dunque, allo sviluppo di organizzazioni internazionali nei più svariati settori e nelle diverse aree del nostro continente: con propri apparati burocratici indipendenti e autonomi da quelli dei rispettivi Governi di appartenenza.

Problema fondamentale: il finanziamento, gli Stati debbono assegnare finanziamenti per consentire a tali organi il funzionamento: Ogni organizzazione internazionale da vita a un particolare ordinamento giuridico, retto da proprie regole e composto dagli Stati che vi aderiscono. L’EFFETTIVITA’ DELLE NORME poste dagli organi delle organizzazioni internazionale e la loro EFFICACIA risultano assai mutevoli alla luce dell’esperienza storica.

Ecco le più significative organizzazioni internazionali di cui l’ITALIA FA PARTE:

a)   L’ONU Organizzazione Nazioni Unite.
Creata nel 1945 in seguito alla Conferenza di San Francesco, ha una base praticamente universale. Compiti politici fondamentali:
1) risolvere situazioni di crisi internazionali.
2) prevenire, attraverso una azione negoziale, l’insorgere di conflitti.
Dispone di TRE ORGANI:
Segretariato,
Assemblea (tutti gli Stati Membri),
Consiglio di Sicurezza.

b)   Diverse organizzazioni specializzate attraverso cui l’ONU opera in molti settori di rilievo culturale, civile e sociale .

c)    Tra le organizzazioni di carattere militare, la più importante è la NATO (o Alleanza atlantica o Organizzazione Atlantica) nata nel 1949 tra le potenze occidentali e URSS (guerra fredda) con funzione di ALLEANZA MILITARE.

Organizzazioni internazionali (Europa occidentale), tra cui. IL CONSIGLIO D’EUROPA, sorto nel 1949. L’UNIONE EUROPEA. : Trattato istituito firmato a ROMA.

Il 25 marzo 1957; poi, Atto Unico del 1986 che ha previsto per il1992 la soppressione delle frontiere, e la instaurazione di un MERCATO UNICO ECONOMICO INTERNO, nonché il rafforzamento degli strumenti di COOPERAZIONE in campo economico, monetario e sociale.

TRATTATO DELL’UNIONE EUROPEA firmato a MAASTRICHT il 7 febbraio 1992, entrato in vigore il primo novembre 1993: una vera e propria Costituzione europea.

Principali organi dell’UE:

  • IL CONSIGLIO (espressione dei Governi degli Stati membri); competente a deliberare i REGOLAMENTI e le DIRETTIVE COMUNITARIE.
  • LA COMMISSIONE, con funzioni di iniziativa e di controllo.
  • IL PARLAMENTO.
  • CORTE dei CONTI:
  • controllo generale entrate e spese dell’UE.
  • BANCA EUROPEA PER GLI INVESTIMENTI.
  • CORTE DI GIUSTIZIA: vero e proprio tribunale internazionale; le sue decisioni hanno rilevanza diretta anche per i singoli ordinamenti interni.

IL PRINCIPIO INTERNAZIONALISTICO NELLA Costituzione ITALIANA.

Vedi art. 35, terzo comma “La Repubblica. promuove e favorire gli accordi internazionali tesi a regolare e affermare i diritti del lavoro”.

Art. 10, secondo comma: ”La condizione giuridica dello straniero è regolata dallalegge conformemente alle norme e ai trattati internazionali. ”

Art. 10, primo comma, stabilisce che l’ordinamento giuridico nazionale deve conformarsi alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute: solo in caso di norme “generalmente riconosciute” si avrà l’adattamento automatico del diritto nazionale a quello internazionale. (Se si tratta di norme patrizie contenute in appositi trattati, occorre una legge di esecuzione o altro atto di adattamento). (Rolla)

CONDIZIONE GIURIDICA DELLO STRANIERO IN ITALIA. (Rolla)

Art. 10, secondo comma ,riserva di legge relativa; cioè la disciplina dello straniero deve trovare la sua base sostanziale in una legge; riserva di legge non solo relativa, ma anche rinforzata, nel senso che il legislatore non è libero nel fine, ma le sue scelte debbono risultare conformi alle n orme internazionali.

La Costituzione non prevede norme di reciprocità: opzione etica dei nostri costituenti, per cui la tutela giuridica dello straniero è tale indipendentemente dal modo in cui la posizione dei cittadini italiani è disciplinata nei paesi stranieri.

Il legislatore deve, poi, tenere conto delle numerose codificazioni internazionali in tema dei diritti fondamentali che riguardano tutti gli uomini.

Per la Costituzione i diritti fondamentali riguardano:

a)   I cittadini italiani.

b)   Gli stranieri che si trovano in Italia.

c)    I cittadini italiani che si trovano all’estero per motivi di lavoro (art. 35,ultimo comma).

Alcuni articoli fondamentali della Costituzione tutelano non solo i cittadini, ma tutti gli individui: art. 2, 13, 14, 15, 19, 21,22.

Perplessità articoli. 17 e 18: diritto di riunione e di associazione: non è possibile negarne allo straniero la tutela giuridica (revisione?).

DIRITTO DI ASILO. art. 10, terzo comma della Costituzione: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. ”Riserva assoluta di legge: per tutti coloro che non possono esercitare libertà democratiche; il diritto di asilo termina qualora la situazione del paese di origine sia mutata in senso democratico.

ESTRADIZIONE PASSIVA:

art. 10, quarto comma e 26 ella Costituzione, verso il paese di origine, ESCLUSA per REATI POLITICI, cioè per quei reati che lo straniero ha commesso per opporsi a un regime non democratico. Una sola DEROGA al divieto di estradizione per motivi politici: nel caso di delitti di genocidio.

Vocazione pacifica del nostro ordinamento: art. 11 Costituzione (come art. 26 della Repubblica. Federale tedesca, o il Preambolo della Costituzione francese. art. 11 ripudia (più forte di condanna o di rinuncia) rifiuto definitivo della guerra, valutazione negativa. Guerra, nel significato di tutte le possibili forme di “violenza armata”: solo nei casi di LEGITTIMA DIFESA

Ma la crescita degli armamenti, tecnologia altamente sofisticata, armi nucleari, la rapidità rende labile la distinzione tra offesa e difesa. Scarsamente attivabili le procedure dell’art. 78 Costituzione Invece di avere armi nucleari anche nel nostro Paese, bisognerebbe sviluppare una politica estera pacifica volta a impedire che si tenti di risolvere le controversie internazionali con il ricorso alle armi.

Il Parlamento è coinvolto nelle principali scelte di politica estera dello Stato. (art. 80, 78 e 72, quarto comma Costituzione) Le competenze sono: del Presidente della Repubblica, del Governo, del Parlamento.

Repubblica, Governo e Parlamento

a)   Presidente della Repubblica: compiti di rappresentanza esterna: art. 78, 8° comma, e di garanzia istituzionale, come espressione dell’unità nazionale, art. 87,primo comma.

b)   Governo e Ministro degli Esteri: motore delle relazioni internazionali.

c)    Parlamento: decide le scelte di maggior rilievo politico; in pratica DECIDE IL GOVERNO, AGGIRANDO L’OBBLIGO DELL’art. 80 della Costituzione.

RAPPORTI TRA ORDINAMENTO NAZIONALE E ORDINAMENTO COMUNITARIO.

Con l’istituzione della CEE (1957), si ha un netto superamento della teoria MONISTICA (un ordinamento sopraordinato all’altro), nonché della teoria SEPARATISTA, per arrivare a una integrazione tra i due ordinamenti.

Quindi, i rapporti tra l’Italia e l’UE delineano un sistema di relazioni contrassegnato da una sostanziale integrazione (Tertium genus ). La chiave di volta per la legittimazione costituzionale del processo di integrazione europeo: la seconda parte dell’art. 11 “L’Italia consente, in condizione di parità con gli alri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie a un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni” In virtù di questa integrazione i regolamenti comunitari sono direttamente e immediatamente applicabili (oltre a avere portata generale e essere obbligatori).

Diversamente dalle direttive comunitarie, in genere, norme non direttamente applicabili nei singoli ordinamenti interni: vincolano, comunque, gli Stati membri obbligandoli a dare loro attuazione.

RACCOMANDAZIONI e PARERI: atti non vincolanti dell’UE.

PRECISIAMO che le organizzazioni SOVRANAZIONALI sono diverse dalle organizzazioni INTERNAZIONALI (ONU, NATO), perché fornite di organi legittimati a emanare provvedimenti di carattere generale (es. ,regolamenti e direttive), nonché provvedimenti di carattere individuale (ordini, sanzioni) che non hanno bisogno di essere recepiti da ciascun Stato partecipante, ma che entrano direttamente nel diritto interno degli Stati medesimi.

Lo Stato italiano ha aderito a tre organismi internazionali: CECA (Comunità economica carbone e acciaio), CEE, EURATM poi CEEA (Comunità europea energia atomica), fino ad arrivare all’Unione Europea col Trattato di Maastricht del 1992.

Per risolvere i CONTRASTI tra la normativa nazionale e quella comunitaria: ultime sentenze della Corte Costituzionale: il giudice costituzionale ha riconosciuto il potere del giudice comune di DISAPPLICARE LA NORMA INTERNA LESIVA di un regolamento comunitario. Ulteriore evoluzione:nel senso di riconoscere anche agli organi dell’amministrazione la competenza ad applicare direttamente la norma Comunitaria, disapplicando quella nazionale contrastante.

Lo sviluppo dell’ordinamento comunitario ha inciso sulla concreta applicazione della nostra FORMA DI GOVERNO

a)   erosione competenze parlamentari.

b)   Spostamento di poteri all’esecutivo.

c)    Limitazioni uso referendum (divieto di chiedere l’abrogazione di leggi “a contenuto internazionalmente vincolato”).

d)   In base al referendum costituzionale del 7 ottobre 2001: regime di legislazione concorrente Stato-Regioni in materia di rapporti internazionali.

Il Trattato dell’UE ha istituito IL COMITATO DELLE REGIONI, a carattere consultivo, composto da 189 rappresentanti regionali e locali.

Diritto Costituzionale 2 – Lo Stato, la Costituzioneultima modifica: 2015-04-05T22:52:30+00:00da meneziade
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