LA GIUSTIZIA COSTITUZIONALE

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Due sono le forme di garanzia costituzionale:

·  Il procedimento di revisione costituzionale

·  La giustizia costituzionale.

Mentre la revisione costituzionale assicura che le decisioni sulle regole

costituzionale siano prese seguendo procedimenti aggravati di

deliberazione, la giustizia costituzionale individua la funzione volta ad

assicurare il rispetto delle norme della costituzione, attraverso la

risoluzione in forma giurisdizionale delle controversie relative alla

legittimità costituzionale degli atti legislativi o relative alle attribuzioni di

organi e soggetti costituzionali.

I principali ambiti in cui opera la giustizia costituzionale sono:

·  Il controllo di costituzionalità degli atti legislativi sia sotto il profilo

formale( conformità al procedimento di adozione dell’atto), sia sotto

il profilo sostanziale (conformità al dettato costituzionale).

·  La risoluzione delle controversie tra i diversi organi o soggetti che

operano nell’ordinamento costituzionale.

·  La tutela dei diritti fondamentali.

Fra i sistemi di controllo giurisdizionale di costituzionalità distinguiamo:

·  Il sistema diffuso, in cui la funzione di giustizia costituzionale è

affidata a tutti gli organi giudiziari. Un esempio potrebbe essere il

modello vigente negli USA, in cui il potere giudiziario ha una

struttura piramidale al cui vertice è allocata la Corte suprema a cui

spetta l’ultima parola sulla costituzionalità delle leggi.

·  Il sistema accentrato, in cui il controllo di costituzionalità è affidato

ad un unico tribunale costituzionale che decide sulla costituzionalità

delle leggi in via definitiva espugnando dall’ordinamento le norme

incompatibili.

La Costituzione italiana si basa su un sistema misto, con l’istituzione di una

Corte Costituzionale (sistema accentrato) e la possibilità a tutti i giudici di

attivare il giudizio di costituzionalità (sistema diffuso).

Art. 134 Cost.

La Corte Costituzionale giudica:

ü Sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi

e degli atti aventi valore di legge dello Stato e delle Regioni

ü Sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e sui conflitti tra

lo Stato e le regioni e tra regioni

ü Sulle accuse promosse dal Parlamento in seduta comune contro il

Presidente della Repubblica in caso di alto tradimento e attentato

alla Costituzione

ü Sull’ammissibilità delle richieste di Referendum abrogativo.

Art 135 Cost.

La Corte Costituzionale è composta da 15 giudici nominati per un terzo dal

Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune

e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrativa.

I giudici della Corte Costituzionale sono scelti fra i magistrati anche a

riposo dalle loro funzioni, tra i professori ordinari ei università e gli

avvocati dopo 20 anni d’esercizio.

I loro mandato dura nove anni dalla data del giuramento e cessa senza

prorogatio, ovvero essi non sono rieleggibili.

I componenti della Corte nominano il Presidente che rimane in carica per

tre anni ed è rieleggibile.

La carica di giudice costituzionale è incompatibile con ogni altra carica

indicata dalla legge (es. con quella di parlamentare). Inoltre gli stessi

giudici godono delle stesse immunità riconosciute ai parlamentari.

Nel nostro sistema sono sottoposti a controllo della Corte Costituzionale

esclusivamente gli atti normativi primari. Quindi oggetto del giudizio di

legittimità costituzionale sono:

Ø Le leggi costituzionali e leggi di revisione costituzionale in quanto

sono tenute a rispettare le norme costituzionali sul procedimento di

adozione stabilite all’art. 138.

Ø Le leggi ordinarie dello Stato, leggi regionali e delle province

autonome di Trento e Bolzano.

Ø Atti aventi forza di legge; decreti legge e decreti legislativi, in questo

caso la sindacabilità effettiva dei decreti leggi visto la loro

provvisoria vigenza, è subordinata alla possibilità che la pronuncia

della Corte intervenga prima della conversione in legge.

Ø La Corte ha escluso la sindacabilità dei regolamenti parlamentari in

quanto espressione della posizione autonoma del Parlamento, ma ha

ammesso la possibilità di sindacare le leggi eventualmente

approvate in violazione di norme dei regolamenti parlamentari.

Un atto normativo può essere costituzionalmente illegittimo quando

presenta:

o Vizi formali, cioè quanto l’atto non rispetta le regole che ne

disciplinano il procedimento di formazione o anche la forma di

pubblicazione,

o Vizi sostanziali, quando il suo oggetto non rispetta l’ambito

materiale di competenza assegnato da una o più norme costituzionali.

Inoltre la Costituzione prevede un controllo in via diretta e un controllo in

via indiretta (o in via accidentale) a seconda che sia consentito ai soggetti

legittimati a farlo di impugnare direttamente o indirettamente (solo con

certi ambiti e condizioni) gli atti che assumono contrasti con la

Costituzione.

Nel primo caso il giudizio diretto si apre direttamente mediante:

·  Il ricorso dello Stato contro leggi regionali

·  Il ricorso della Regione contro leggi e atti aventi forza di legge

dello Stato o contro leggi di altre regioni.

L’azione di governo richiede la delibera del Consiglio dei ministri a cui

segue l’iniziativa del presidente del consiglio, mentre per la regione è

necessaria una delibera della giunta regionale.

La Costituzione accanto all’impugnazione diretta prevede anche il giudizio

in via incidentale, ovvero quando la questione di legittimità costituzionale

sorge nel corso di un giudizio, cioè il controllo della Corte presuppone un

giudizio pendente innanzi ad una qualsiasi autorità giurisdizionale.

La questione di legittimità può essere:

o sollevata su istanza di una delle parti del giudizio

o rilevata d’ufficio da parte dello stesso giudice innanzi al quale

pende il giudizio principale.

E’ necessario affinché si possa accedere al giudizio della Corte che il

giudice a quo (giudice a cui è riconosciuta la possibilità di sollevare la

questione di costituzionalità innanzi alla Corte) accerti l’esistenza di due

fondamentali condizioni:

·  la rilevanza della questione di costituzionalità,

·  e la non manifestata infondatezza della questione.

Qualora il giudice non rileva l’esistenza delle due condizione di

ammissibilità, respinge la questione di illegittimità costituzionale per

irrilevanza o per manifestata infondatezza.

Viceversa il giudice a quo sospende il giudizio e provvede a notificare

l’ordinanza sia alle parti sial al pubblico ministero mediante la

pubblicazione dell’ordinanza sulla Gazzetta Ufficiale.

Trascorsi 20 giorni dalla notifica dell’ordinanza di rinvio, il presidente

della Corte nomina un giudice istruttore in vista della decisione definitiva.

Il giudizio di costituzionalità sulle leggi sia nel caso di ricorso in via

incidentale che in via d’azione (o diretta) si chiude con una decisione della

Corte costituzionale.

A seconda del contenuto della decisione distinguiamo tra:

§ Sentenze di accoglimento, quando la questione di costituzionalità

sollevata viene dichiarata fondata e quindi la Corte dichiara

l’illegittimità costituzionale della disposizione legislativa.

§ Sentenze di rigetto, quando la questione di costituzionalità sollevata

viene dichiarata infondata, in questo caso non vi sono conseguenze

sulla disposizione legislativa esaminata.

Le sentenze di accoglimento possono classificarsi in base alla tecnica di

incisione in:

Sentenze di accoglimento parziale, in questo caso la Corte accoglie

la questione dichiarando illegittima solo una parte di una

disposizione o uno dei possibili significati ricavabili da essa

Sentenze sostitutive, quando la Corte individuando la norma

illegittima la elimina e la sostituisce contemporaneamente con

un’altra norma individuata nella sentenza.

Sentenze additive di principio, quando la Corte con l’intento di

colmare una lacuna legislativa, la Corte anziché aggiungere una

norma immediatamente applicabile si limita a richiamare un

principio generale ritenuto fondamentale per rispettare la

costituzione. Ciò richiede un successivo intervento del legislatore.

Sentenze additive o aggiuntive, nel senso che la Corte estende il

significato normativo di una disposizione a situazioni che essa non

comprendeva nel proprio oggetto.

Art. 136 Cost.

La Costituzione stabilisce che quando la Corte dichiara l’illegittimità

costituzionale, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla

pubblicazione della decisione, quindi non ha efficacia retroattiva tranne

nei casi in cui ci troviamo di fronte a rapporti pendenti.

Art. 137 Cost.

Inoltre la Costituzione stabilisce che le decisioni della Corte costituzionale

non possono essere impugnate.

La Corte costituzionale giudica altresì sui conflitti di attribuzione tra i

poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le regioni e tra le regioni.

Nel primo caso si parla di conflitti interorganici, nel secondo di conflitti

intersoggettivi in quanto le controversie sorgono tra soggetti dotati di

personalità giuridica distinta.

Nei conflitti tra poteri dello Stato le parti del conflitto non sono

predeterminate, le quali verranno poi determinate direttamente dalla Corte

costituzionale.

Mentre nei conflitti intersoggettivi il giudizio è tra parti determinate, lo

Stato e le Regioni. Inoltre a differenza di quelli interorganici i conflitti

intersoggettivi non possono insorgere sulla base di atti legislativi ma

soltanto su altri atti idonei a determinare materia di conflitto.

In ogni caso il conflitto sia interorganico o intersoggettivo presuppone un

atto, un comportamento, un omissione di un soggetto ai quali possa

conseguire una lesione in concreto alle attribuzione di un altro soggetto,

sicché la parte lesa per poter attivare il giudizio della Corte deve avere un

interesse a ricorrere, ossia l’interesse ad ottenere una pronuncia sul

conflitto.

La Corte costituzionale risolve il conflitto stabilendo a chi aspetta la

titolarità della competenza controversa e come deve essere esercitata tale

competenza.

La Corte inoltre ha competenza di giudicare le accuse mosse dal

Parlamento in seduta comune contro il Presidente della Repubblica. (vedi

Presidente della Repubblica)

 

LA GIUSTIZIA COSTITUZIONALEultima modifica: 2011-12-05T11:34:00+00:00da meneziade
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