IN NOME DI DIO : MOZIONE DI SFIDUCIA, SUBITO!

IN NOME DI DIO : MOZIONE DI SFIDUCIA, SUBITO!

 

Mercoledì, 9 novembre 2011

 

        Ieri, alla Camera dei Deputati, un’altra occasione è stata sprecata per mandare a casa il nostro infausto governo e chi indegnamente lo presiede, diventati un incubo per tutti coloro che guardano con apprensione alle sorti dell’Italia.

        Un’altra occasione è stata sprecata da chi, in Parlamento, afferma di avere a cuore l’economia del nostro Paese, e di voler approvare le “riforme” e risolvere problemi che da decenni non sono stati mai seriamente affrontati e che ci hanno condotto in una situazione in cui vengono messi in discussione anche i più elementari valori democratici come il diritto al mantenimento del posto di lavoro, il diritto alla pensione, alle cure mediche, all’istruzione, ad uno Stato efficiente che garantisca un’equa distribuzione delle risorse ed un minimo di giustizia sociale.

        Senza giri di parole, va detto che ieri bisognava respingere per la seconda volta l’approvazione della legge sul rendiconto del bilancio, sancire lo stallo del Parlamento ed obbligare il Presidente del Consiglio ad andare di corsa dal Capo della Stato e farsi finalmente da parte, liberandoci dalla sua ossessiva presenza al vertice di una nazione che non si riconosce più in nessuno dei principi e delle menzogne che da vent’anni ci va propinando.

        Invece, “per senso di responsabilità“, le opposizioni, finalmente  o una volta tanto unite, si sono astenute dal voto, per dimostrare cosa? Che il Governo non ha più la maggioranza in Parlamento…

        E chi se ne frega? Ma Bersani, Fini, Casini e Di Pietro lo sanno o non lo sanno con chi hanno a che fare? Possibile che dopo tanti anni di militanza politica sono così ritardati da non capire che Berlusconi se ne infischia di tutto e di tutti e tira dritto per la sua strada, incollato col silicone alla poltrona ed a privilegi e guarentigie che questa gli assicura?

        Come era facile prevedere, il Presidente del consiglio è sì andato al Quirinale, ma non per dimettersi come qualunque politico serio avrebbe fatto, ma per dire che rimane ancora al suo posto fino all’approvazione della legge finanziaria, poi si vedrà …

        Delle due l’una: o fingono a parole di volerlo mandare a casa ma poi continuano a tenerlo lì per non assumersi le loro responsabilità e per non affrontare di persona la grave crisi che stiamo attraversando che comporterà decisioni dolorose e impopolari, oppure vorrebbero che si dimettesse ma non hanno la forza di liberarsi di lui, prigionieri anch’essi di questo incubo.

        Comunque la si voglia vedere, il risultato dell’incomprensibile condotta delle opposizioni è quello di doverci tenere questo Governo in carica ancora per venti giorni o un mese, con i mercati che giorno per giorno bruciano capitali, con lo spread che sale a mille, con il debito pubblico che aumenta a dismisura e l’Europa che continua a chiederci manovre dopo manovre (e ci hanno quasi scocciato anche loro!).

        E in questo periodo che rimane, prima che il Presidente del Consiglio si dimetta (ma chi ci crede?) cosa succede?

        Succede che si discute e si approva la legge di stabilità (la ex legge finanziaria), che ha come corollario un emendamento che recepisce le istanze richiesteci dall’Europa, quali i licenziamenti facili, la cassa integrazione e la mobilità degli statali, le pensioni da pagare post mortem e la svendita di quello che resta del patrimonio dello Stato (per inciso, a tale riguardo, chi ha la possibilità di comprare terreni, edifici ed aziende statali in una svendita totale gestita dal Governo se non coloro che in questi anni si sono arricchiti a dismisura, cioè gli stessi che ci governano e che diventeranno sempre di più i veri padroni dell’Italia?).

        E mentre Berlusconi, senza più maggioranza, continua a rimanere al posto suo, a dettar legge in tutte le sedi istituzionali, a comandare nella TV di Stato (tanto le private sono già direttamente o indirettamente sue) ed a rappresentare indecorosamente l’Italia all’estero, l’opposizione si vede costretta a far passare il famoso emendamento lacrime e sangue, assumendosene la responsabilità e così dissipando quel piccolo patrimonio di preferenze elettorali che ha, suo malgrado, accumulato negli ultimi tempi, grazie agli scandali ed alle inchieste in cui si è cacciato il Capo del Governo.

        Senza contare che in questo mese che ci separerebbe (condizionale obbligato) dalle dimissioni, Berlusconi ha infinite possibilità (monetarie soprattutto) di riconquistare sia quanti si sono allontanati dalla maggioranza (i traditori), sia altri c.d. onorevoli, sempre pronti a cambiar casacca per un posto da sottosegretario o da presidente di una commissione creata ad hoc, in tal modo riacquistando la maggioranza e, a quel punto, altro che dimissioni, altro che comunicato ufficiale del Presidente della Repubblica: rimarrà dov’è fino alla fine della legislatura.

        Nella migliore delle ipotesi, si arriva quasi a fine anno e dopo l’approvazione della legge di stabilità (con annesso emendamento sui licenziamenti facili e lo sciopero generale proclamato da tutte le sigle sindacali), Berlusconi si dimette e, ricompattato il suo schieramento, si oppone ad un governo di unità nazionale e spinge per andare al voto anticipato.

        In tal modo sarebbe lui stesso, ancora da Capo del Governo, a gestire la campagna elettorale, a pilotare le elezioni, sempre con la stessa abominevole legge elettorale in vigore, sempre con il controllo totale dell’informazione televisiva (inizierebbe un bombardamento incessante da parte tutte e 7 le maggiori TV nazionali fino allo sfinimento) e con la prospettiva (nient’affatto peregrina visti i precedenti) di vincerle di nuovo, le elezioni, o di perderle di stretta misura rendendo ingovernabile il Paese, come già accaduto con Prodi nel 2006.

        E’ questo che si vuole?

        Ieri, alla Camera dei Deputati, un’altra occasione è stata sprecata per mandare a casa il nostro infausto governo e chi indegnamente lo presiede, determinando le seguenti circostanze di fatto:

·       Berlusconi è ancora il Presidente del Consiglio dei Ministri;

·       L’autolesionismo dell’opposizione (PD in testa) continua senza sosta;

·       Chi stava male starà sempre peggio e chi ha pagato fino ad ora pagherà ancora di più;

·       I mercati, disgustati dalla nostra becera politica, ci affonderanno sempre di più;

·       Addio riforme condivise, addio nuova legge elettorale, tassa sui patrimoni, lotta all’evasione fiscale, maggior occupazione e ripresa economica;

·       Strada spianata verso il fallimento del paese o verso un nuovo governo totalmente autoritario (un vero stato di polizia) dove una esigua minoranza di straricchi soggioga la maggioranza della popolazione ridotta alla fame.

        In nome di Dio, mozione di sfiducia subito, non prima che sia troppo tardi, perché oramai è già troppo tardi.

IN NOME DI DIO : MOZIONE DI SFIDUCIA, SUBITO!ultima modifica: 2011-11-09T11:57:54+00:00da meneziade
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