I MARCHI

1848006.jpgDove vengono depositati i marchi.

I marchi vengono depositati presso i competenti uffici marchi e brevetti nazionali che provvederanno secondo tempistiche differenti da ufficio a ufficio a concedere la registrazione. In particolare per l’Italia presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (U.I.B.M.), per i deposito del marchio comunitario (un unico marchio valido per i 27 paesi dell’unione europea) presso Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (U.A.M.I.), per il marchio internazionale mediante la procedura di deposito presso il World Intellectual Property Organization (W.I.P.O.) o depositando dei marchi nazionali in ciascun ufficio marchi di ogni paese di interesse.
A deposito effettuato, viene inviata per raccomandata a/r la copia autentica in bollo attestante il deposito e relativa fattura per la prestazione svolta.
Cerchiamo ora di fornire al lettore una panoramica iniziale riguardo alla registrazione di un marchio.

Un marchio può essere depositato anche a nome di una o più persone fisiche non dotate di partita iva poi potrà essere trasferito o dato in licenza d’uso anche gratuita a una società costituita in seguito o utilizzato dalle stesse persone fisiche a seguito di apertura di una posizione iva per la vendita dei prodotti/servizi.
La domanda che solitamente ci si fa’ e’ perché e’ opportuno depositare un marchio.
Il marchio e’ il segno distintivo dei prodotti commercializzati dall’imprenditore e permette al consumatore di distinguere i beni venduti da quelli delle imprese concorrenti. Il consumatore dopo una esperienza positiva per un certo prodotto acquistato cerca di ridurre i costi di ricerca nel riacquisto ricercando i prodotti dell’imprenditore identificandoli attraverso il marchio. Si crea un processo di fidelizzazione del consumatore attraverso il segno distintivo che racchiude in se tutti gli investimenti in ricerca e sviluppo e pubblicitari del prodotto.
Depositando il marchio l’imprenditore ottiene l’esclusiva nell’utilizzo del segno distintivo.
L’esclusività che la legge assegna all’imprenditore ha una funzione sociale perché lo responsabilizza nei confronti del consumatore per i propri comportamenti ed evita che altri possano trarre vantaggio dal suo credito acquistato nei confronti dei consumatori.
Pur esistendo in Italia la tutela del marchio di fatto (marchio non registrato) suggeriamo comunque di procedere al deposito perché la tutela e’ limitata al territorio geografico di effettivo utilizzo e richiede la dimostrazione di effettivo uso.

Un uso meramente locale può non essere ritenuto tale da giustificare l’annullamento di un marchio nazionale depositato successivamente a prescindere dall’averlo usato o meno.
Per poter validamente depositare un marchio e’ opportuno che il segno sia nuovo, lecito e abbia capacità distintiva.

Al fine di garantirne la capacità distintiva e novità rispetto ai marchi relativi alla medesima classe, un marchio non deve essere descrittivo del prodotto, ma deve essere quanto più possibile una scritta/logo di fantasia.

Il carattere distintivo di un marchio è infatti tanto maggiore quanto più un marchio è una scritta/logo di fantasia e si differenzia dai marchi già depositati nella stessa classe di prodotto.

La capacità distintiva di un marchio è fondamentale per la validità e per la difesa da marchi simili.

Nella scelta di un marchio occorre prestare attenzione sia le esigenze di natura pubblicitaria e commerciale, che alle esigenze di difesa da pericoli di contraffazione e imitazioni. Per esempio si può valutare il deposito di marchi difensivi “simile ma non identico al marchio principale” e marchi complessi costituiti da più segni singolarmente depositati.

I marchi depositabili possono essere:

         marchio figurativo, costituito da una o piu’ parole in una determinata grafia anche in associazione a uno o più bozzetti grafici o da un disegno. Tutela il logo grafico depositato da loghi uguali o confondibili. (Nb: non e’ possibile depositare una forma che sia necessaria per un risultato tecnico es. il disegno di un cilindro di un’automobile.);

         marchio verbale, costituito da una dicitura/e o parola/e scritte in caratteri normali. Tutela in maniera più forte le parole in qualsiasi rappresentazione grafica e di caratteri di stampa.

         Altre tipologie di marchi: tridimensionale, di colore, sonoro, olfattivo, ologramma e altri. Questi marchi ai fini del preventivo sono considerati equivalenti al marchio figurativo. La durata dell’esclusiva è pari a 10 anni dalla data di deposito rinnovabili indefinitamente per periodi di 10 anni. Il rinnovo va effettuato nell’ultimo anno di validità. Un marchio tutela da segni identici o simili per le classi per cui è stato depositato e classi affini se a causa dell’identità’ o somiglianza si possa determinare un rischio di confusione o di associazione tra i due segni. Fa eccezione il marchio celebre conosciuto da un gran numero di consumatori che gode di una tutela allargata.

 

ebook_progettare_marchio_logo_design.gifRequisiti di validità

Il Codice della proprietà industriale esclude la registrabilità da parte dell’ufficio marchi e brevetti e quindi la validità dei marchi privi di capacità distintiva Art.13 , non nuovi Art. 12, non leciti art. 14.
Art. 7. Codice della proprietà industriale

Oggetto della registrazione

1. Possono costituire oggetto di registrazione come marchio d’impresa tutti i segni suscettibili di essere rappresentati graficamente, in particolare le parole, compresi i nomi di persone, i disegni, le lettere, le cifre, i suoni, la forma del prodotto o della confezione di esso, le combinazioni o le tonalità cromatiche, purché’ siano atti a distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa da quelli di altre imprese.
Art. 12. Codice della proprietà industriale

Novità
1. Non sono nuovi, ai sensi dell’articolo 7, i segni che alla data del deposito della domanda:
a) consistano esclusivamente in segni divenuti di uso comune nel linguaggio corrente o negli usi costanti del commercio;

b) siano identici o simili ad un segno già noto come marchio o segno distintivo di prodotti o servizi fabbricati, messi in commercio o prestati da altri per prodotti o servizi identici o affini, se a causa dell’identità o somiglianza tra i segni e dell’identità o affinità fra i prodotti o i servizi possa determinarsi un rischio di confusione per il pubblico, che può consistere anche in un rischio di associazione fra i due segni. Si considera altresì noto il marchio che ai sensi dell’articolo 6-bis della Convenzione di Unione di Parigi per la proprietà industriale, testo riveduto a Stoccolma il 14 luglio 1967, ratificato con legge 28 aprile 1976, n. 424, sia notoriamente conosciuto presso il pubblico interessato, anche in forza della notorietà acquisita nello Stato attraverso la promozione del marchio. L’uso precedente del segno, quando non importi notorietà di esso, o importi notorietà puramente locale, non toglie la novità, ma il terzo pre-utente ha diritto di continuare nell’uso del marchio, anche ai fini della pubblicità, nei limiti della diffusione locale, nonostante la registrazione del marchio stesso. L’uso precedente del segno da parte del richiedente o del suo dante causa non e’ di ostacolo alla registrazione;
c) siano identici o simili a un segno già noto come ditta, denominazione o ragione sociale, insegna e nome a dominio aziendale, adottato da altri, se a causa della identità o somiglianza fra i segni e dell’identità o affinità fra l’attività d’impresa da questi esercitata ed i prodotti o servizi per i quali il marchio e’ registrato possa determinarsi un rischio di confusione per il pubblico, che può consistere anche in un rischio di associazione fra i due segni. L’uso precedente del segno, quando non importi notorietà di esso o importi notorietà puramente locale, non toglie la novità. L’uso precedente del segno da parte del richiedente o dei suo dante causa non e’ di ostacolo alla registrazione;

g) siano identici o simili ad un marchio già notoriamente conosciuto ai sensi dell’articolo 6-bis della Convenzione di Unione di Parigi per la proprietà industriale, per prodotti o servizi anche non affini, quando ricorrono le condizioni di cui alla lettera g);

h) nei casi di cui alle lettere d) ed e), non toglie la novità il marchio anteriore che sia scaduto da oltre due anni ovvero tre se si tratta di un marchio collettivo o possa considerarsi decaduto per non uso ai sensi dell’articolo 26 al momento della proposizione della domanda o dell’eccezione di nullità.

Art. 13. Codice della proprietà industriale

Capacità distintiva

1. Non possono costituire oggetto di registrazione come marchio d’impresa i segni privi di carattere distintivo e in particolare quelli costituiti esclusivamente dalle denominazioni generiche di prodotti o servizi o da indicazioni descrittive che ad essi si riferiscono, come i segni che in commercio possono servire a designare la specie, la qualità, la quantità, la destinazione, il valore, la provenienza geografica ovvero l’epoca di fabbricazione del prodotto o della prestazione del servizio o altre caratteristiche del prodotto o servizio.

2. In deroga al comma 1 e all’articolo 12, comma 1, lettera a), possono costituire oggetto di registrazione come marchio d’impresa i segni che prima della domanda di registrazione, a seguito dell’uso che ne sia stato fatto, abbiano acquistato carattere distintivo

3. Il marchio non può essere dichiarato o considerato nullo se prima della proposizione della domanda o dell’eccezione di nullità, il segno che ne forma oggetto, a seguito dell’uso che ne e’ stato fatto, ha acquistato carattere distintivo.
4. Il marchio decade se, per il fatto dell’attività o dell’inattività del suo titolare, sia divenuto nel commercio denominazione generica del prodotto o comunque servizio o abbia perduto la sua capacità distintiva.

Art. 14. Codice della proprietà industriale

Liceità
1. Non possono costituire oggetto di registrazione come marchio d’impresa:
a)
i segni contrari alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume;
b) i segni idonei ad ingannare il pubblico, in particolare sulla provenienza geografica, sulla natura o sulla qualità dei prodotti o servizi;

c) i segni il cui uso costituirebbe violazione di un altrui diritto di autore, di proprietà industriale o altro diritto esclusivo di terzi.

2. Il marchio d’impresa decade:

a) se sia divenuto idoneo ad indurre in inganno il pubblico, in particolare circa la natura, qualità o provenienza dei prodotti o servizi, a causa di modo e del contesto in cui viene utilizzato dal titolare o con il suo consenso, per i prodotti o servizi per i quali e’ registrato;

b) se sia divenuto contrario alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume;
c) per omissione da parte del titolare dei controlli previsti dalle disposizioni regolamentari sull’uso del marchio collettivo.


Diritti de titolare del marchio

Art. 20. Codice della proprietà industriale

Diritti conferiti dalla registrazione

1.     a) I diritti del titolare del marchio d’impresa registrato consistono nella facoltà di fare uso esclusivo del marchio. Il titolare ha il diritto di vietare ai terzi, salvo proprio consenso, di usare nell’attività economica: un segno identico al marchio per prodotti o servizi identici a quelli per cui esso e’ stato registrato;
b)
un segno identico o simile al marchio registrato, per prodotti o servizi identici o affini, se a causa dell’identità o somiglianza fra i segni e dell’identità o affinità fra i prodotti o servizi, possa determinarsi un rischio di confusione per il pubblico, che può consistere anche in un rischio di associazione fra i due segni;
c) un segno identico o simile al marchio registrato per prodotti o servizi anche non affini, se il marchio registrato goda nello stato di rinomanza e se l’uso del segno senza giusto motivo consente di trarre indebitamente vantaggio dal carattere distintivo o dalla rinomanza del marchio o reca pregiudizio agli stessi.

2.     Nei casi menzionati al comma 1 il titolare del marchio può in particolare vietare ai terzi di apporre il segno sui prodotti o sulle loro confezioni; di offrire i prodotti, di immetterli in commercio o di detenerli a tali fini, oppure di offrire o fornire i servizi contraddistinti dal segno; di importare o esportare prodotti contraddistinti dal segno stesso; di utilizzare il segno nella corrispondenza commerciale e nella pubblicità.

3.     Il commerciante può apporre il proprio marchio alle merci che mette in vendita, ma non può sopprimere il marchio del produttore o del commerciante da cui abbia ricevuto i prodotti o le merci.

Art. 22.

Unitarietà dei segni distintivi

1. E’ vietato adottare come ditta, denominazione o ragione sociale, insegna e nome a dominio aziendale un segno uguale o simile all’altrui marchio se, a causa dell’identità o dell’affinità tra l’attività di impresa dei titolari di quei segni ed i prodotti o servizi per i quali il marchio e’ adottato, possa determinarsi un rischio di confusione per il pubblico che può consistere anche in un rischio di associazione fra i due segni.

2. Il divieto di cui al comma 1 si estende all’adozione come ditta, denominazione o ragione sociale, insegna e nome a dominio aziendale di un segno uguale o simile ad un marchio registrato per prodotti o servizi anche non affini, che goda nello Stato di rinomanza se l’uso del segno senza giusto motivo consente di trarre indebitamente vantaggio dal carattere distintivo o dalla rinomanza del marchio o reca pregiudizio agli stessi.

 

Uso del simbolo ®

Depositato il marchio presso i competente ufficio marchi e brevetti si può apporre la dicitura “marchio depositato“. L’uso del simbolo ® utilizzato prima della registrazione e’ sanzionato ai sensi Dell’ Art. 127.

…Omissis…

2. Chiunque appone, su un oggetto, parole o indicazioni non corrispondenti al vero, tendenti a far credere che l’oggetto sia protetto da brevetto, disegno o modello oppure topografia o a far credere che il marchio che lo contraddistingue sia stato registrato, e’ punito con la sanzione amministrativa da 51,65 euro a 516,46 euro.

In attesa dell’effettiva registrazione però è possibile accostare al marchio la D di marchio depositato, oppure il simbolo (dall’inglese Trade Mark).
Per dimostrare la registrazione di un marchio comunitario quale simbolo utilizzo ?

Nessun fondamento giuridico ne impone l’uso. Tuttavia, l’uso dei simboli ® o (dall’inglese Trade Mark) resta a discrezione del titolare del marchio.

Il copyright (letteralmente tradotto diritto di copia)© indica che vi è un diritto d’autore sull’opera letteraria, musicale, artistica, delle arti figurative su cui è apposto.

La Classificazione internazionale dei prodotti e servizi elenca in maniera dettagliata tutte le classi di prodotti e servizi. Un marchio si registra per le classi di prodotti e servizi di interesse e tutela l’esclusività dell’uso del segno distintivo limitatamente alle classi scelte. Un professionista sentite Le sue esigenze, saprà consigliarla nella scelta delle Classi più opportune per la tutela del Suo marchio.

Ogni classe di prodotti e servizi contiene delle sotto classi che identificano in maniera precisa i prodotti e servizi da tutelare. Es. per la classe 25 Articoli di abbigliamento, scarpe, cappelleria, vi sono ben 212 sotto classi di prodotto. Solitamente se si deposita un marchio nazionale si predilige bloccare tutta la classe. In certi casi però e nel caso di marchi esteri occorre specificare i prodotti in maniera molto specifica.

 

Marchio nazionale italiano:

La tutela giuridica è limitata al territorio Italiano. A differenza dei marchi esteri, e’ opponibile ai terzi dalla data di deposito anche se non e’ ancora registrato. Mediamente la registrazione avviene entro 2, 2 anni e mezzo. Vi invieremo gratuitamente copia della visura a marchio registrato. Non vi sono tasse annuali da pagare. Si pagano al momento del deposito le tasse per i successivi 10 anni a decorrere dalla data di deposito. Dal preventivo gratuito visto il nome/logo del marchio e le classi inizialmente indicate, sarete seguiti nell’affinamento delle classi merceologiche e sulla tipologia di marchio/i più opportuna da depositare per massimizzare la tutela. Importante la valutazione di parole facenti parte del marchio da non depositare (non facenti parte del cuore del marchio) anche se utilizzate poi nell’uso del marchio. Gli esempi più comuni a riguardo sono: pincopalla srl, si può depositare pincopalla e utilizzarlo associato alla srl. Gruppo ribot, si può depositare ribot e utilizzarlo poi associato alla parola gruppo che e’ di uso comune. Nei casi di marchi evocativi può essere ritenuto più opportuna la registrazione con l’estensione del nome di dominio. Es. shop.com Il marchio italiano a differenza degli altri marchi e’ utilizzabile e opponibile ai terzi dalla data di deposito a prescindere dall’effettiva registrazione che avviene mediamente dopo 2 anni. In caso di rifiuto da parte dell’ufficio a procedere alla registrazione e’ sempre possibile fare ricorso. Prima della registrazione il marchio andrebbe utilizzato associato alla d di depositato. Solo ad avvenuta registrazione si può mettere la ® di registrato. In caso venisse utilizzata anticipatamente la r, si riporta l’estratto del decreto di interesse. “In base al Decreto Legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 Art. 127, l’utilizzo improprio resta punibile con una sanzione amministrativa da 51,65 € a 516,46 €”. Se si e’ interessati ai mercati esteri, entro 6 mesi solitamente si procede all’estensione internazionale a macchia di leopardo per non perdere la priorità dei 6 mesi dalla data di deposito del marchio italiano.

 

marchioGel_blu.jpgMarchio Comunitario:

E’ sempre opportuno depositare inizialmente il marchio in Italia perché ciò ci fornisce una priorità di 6 mesi a valere dalla data di deposito in Italia nei confronti di marchi nazionali depositati in data successiva. E’ un marchio disgiunto da quello nazionale che vale in tutti i paese della Comunità Europea. La tutela giuridica richiede una unica azione legale valida per tutti i paesi della Comunità ad Alicante in Spagna. In fase di registrazione però se in un solo paese vi è un marchio nazionale “uguale” o confondibile anteriore e il titolare vince l’opposizione, questo invalida la registrazione in tutti gli altri paesi della comunità. i costi per seguire eventuali opposizioni non sono compresi nei costi di deposito. Il marchio comunitario inoltre diversamente dal marchio nazionale fino a quando non viene registrato non e’ opponibile ai terzi. I tempi di registrazione medi sono 18 mesi. In caso di opposizione da parte di terzi titolari di marchi nazionali si può rischiare di non arrivare a registrazione e di trovarsi senza un marchio valido in Italia magari dopo la richiesta anteriore di un marchio comunitario da parte di un titolare di un marchio nazionale nei 6 mesi della priorità. Dal deposito occorre sempre seguire le varie fasi e se vi sono problemi intervenire prontamente.


Si riportano a titolo esemplificativo la successione degli status principali:
– Domanda ricevuta

         Data di deposito accordata

         Verifica delle formalità in corso

         Classificazione OK

         Verifica delle formalità OK

         Verifica degli impedimenti assoluti

         Domanda accettata

         Domanda pubblicata (nei 3 mesi successivi alla pubblicazioni, chi ritiene di farlo, può fare opposizione alla registrazione del marchio). Se non vi sono opposizioni da parte di terzi o se l’opposizione e’ stata respinta;

         Registrazione in corso

         Tassa di registrazione pagata

         Registrazione pubblicata

         Sarete seguiti da personale specializzato anche in caso di opposizione in tute le fasi della procedura.

Nb: A seguito del deposito vengono inviate richieste di pagamento improprie da parte di enti che nulla hanno a che fare con l’oami.

Queste richieste e’ bene che ce le inviate via fax così vi possiamo dare conferma se procedere o meno al pagamento. A seguito del deposito, l’ OAMI/UAMI “Ufficio per l’armonizzazione del mercato interno” invia una relazione sui marchi nazionali anteriori uguali o simili a quello depositato di numerosi paesi comunitari (il costo e’ incluso nelle tasse di deposito 750,00 fino a 3 classi e 150,00 per classe aggiuntiva).
Visionata tale relazione si può valutare se proseguire o ritirare la domanda di marchio comunitario.

Effettuando anteriormente la visura per marchi italiani, comunitari, internazionale ed eventualmente per gli Stati Uniti si ha già una ragionevole base informativa per poter depositare il marchio comunitario. Si può effettuare delle ricerche mirate nei principali paesi comunitari come Francia, Germania, Spagna.


E’ possibile effettuare anteriormente anche le visure per i marchi nazionali in ciascun paese della comunità europea. I costi variano da nazione e nazione. Occorre effettuare una valutazione di costo/convenienza.


E’ sicuramente meno costoso optare per il deposito e nella peggiore delle ipotesi procedere al ritiro della domanda o la conversione della stessa in tanti marchi nazionali nei paesi in cui non vi siano marchi nazionali anteriori. Per non perdere l’esclusiva dopo i primi 5 anni di inutilizzo e’ sufficiente utilizzarlo in Italia o in un altro paese comunitario.

 

Marchio internazionale:

Il marchio nazionale può essere esteso agli stati esteri di interesse tramite apposite richieste a seconda che i paesi facciano parte dell’Accordo o del Protocollo di Madrid. In questo caso il marchio varrà per il territorio italiano e per i paesi esteri per cui è stata estesa la registrazione.


E’ opportuno per il marchio internazionale procedere con un margine di almeno 3 mesi in quanto per la validità della priorità derivante dal deposito del marchio nazionale occorre che l’ufficio Italiano marchi provveda nel termine di 6 mesi alla registrazione del marchio nazionale. Il deposito del marchio internazionale prevede la richiesta di più’ marchi nazionali mediante un’unica procedura. A termine della fase internazionale che dura circa 12 mesi, viene concessa la registrazione internazionale con relativa pubblicazione nella banca dati dell’OMPI. Successivamente l’OMPI trasmette i fascicoli agli uffici di ciascun paese designato e si entra nelle fasi nazionali
L’ufficio marchi di ciascun paese prima di procedere alla registrazione effettua le ricerche di anteriorità’ e solo se non vi sono marchi anteriori o se ritiene il marchio e’ registrabile secondo il loro ordinamento, procedono alla registrazione o rifiutano la richiesta previa motivazione. In seguito occorrerà’ valutare se ricorrere o meno attraverso nostri corrispondenti locali nel paese di riferimento. La fase nazionale dura mediamente 12/18 mesi. La tutela giuridica richiede una azione legale distinta per ciascun paese con relativi costi e tempi. E’ anche richiesto l’utilizzo del marchio in ciascun paese per non perdere l’esclusiva dopo i primi 5 anni di inutilizzo.

Effettuando anteriormente la visura per marchi italiani, comunitari, internazionale e Stati Uniti abbiamo una ragionevole certezza per poter avviare la domanda internazionale. E’ possibile effettuare anteriormente anche le visure per i marchi nazionali in ciascun paese di interesse. I costi variano da nazione e nazione. Occorre effettuare una valutazione di costo/convenienza.


Il rapporto costo/prestazione resta focalizzato per un alto livello qualitativo del servizio. Non di rado gli uffici post deposito inviano comunicazioni e richieste a cui occorre rispondere in modo adeguato. Questi eventuali costi e i costi per seguire eventuali azioni legali non sono compresi nei costi di deposito.

  

PAESI MEMBRI DELL’ACCORDO DI MADRID:

 

 

 ALBANIA

 

 ALGERIA

 ARMENIA

 

 AUSTRIA

 AZERBAIGIAN

 

 BELGIO

 BIELORUSSIA

 

 BOSNIA
  -ERZEGOVINA

 BHOUTAN

 

 BULGARIA

 CINA

 

 CROAZIA

 CUBA

 

 EGITTO

 EX REPUBBLICA IUGOSLAVA    DI MACEDONIA

 FEDERAZIONE RUSSA

 FRANCIA

 GERMANIA

 

 ITALIA

 IUGOSLAVIA

 

 KAZAKISTAN

 KENIA

 

 KIRGHISTAN

 LESOTHO

 

 LETTONIA

 LIBERIA

 

 LIECHTENSTEIN

 LUSSEMBURGO

 

 MAROCCO

 MONACO

 

 MONGOLIA

 MONZAMBICO

 

 PAESI BASSI

 POLONIA

 

 PORTOGALLO

 REPUBBLICA CECA

 

 ROMANIA

 REPUBBLICA DEMOCRATICA POPOLARE    DI COREA

 REPUBBLICA DI    MOLDAVIA

 

 SAN MARINO

 SIERRA LEONE

 

 SLOVACCHIA

 SLOVENIA

 

 SPAGNA

 SUDAN

 

 SVIZZERA

 REGNO DI SWAZILAND

 TAGIKISTAN

 UCRAINA

 

 UNGHERIA

 UZBEKISTAN

 

 VIETNAM

  

P.MEMBRI DEL PROTOCOLLO DI MADRID:

 

 

 ANTIGUA E BARBUDA

 

 BHOUTAN

 DANIMARCA

 

 ESTONIA

 FINLANDIA

 

 GEORGIA

 GRECIA

 

 ISLANDA

 GIAPPONE

 

 LITUANIA

 NORVEGIA

 

 REGNO UNITO

 SINGAPORE

 

 SVEZIA

 TURCHIA

 

 TURKMENISTAN


Marchio nazionale estero:

Per i paesi non aderenti all’Accordo o del Protocollo di Madrid, occorre depositare marchi nazionali attraverso nostri corrispondenti locali. Non e’ possibile fornire un preventivo automatizzato in quanto i costi e le procedure variano di continuo. Per alcuni paesi è necessario autenticare la firma sulla lettera d’incarico presso il notaio, legalizzare il documento presso la Procura della Repubblica e legalizzarlo poi presso il Consolato. Il costo di tali procedure non è incluso nei preventivi.
A seconda del numero di marchi nazionali da depositare si cerca di venire incontro al Cliente il più’ possibile con una scontistica progressiva in relazione al numero di marchi da effettuare. Il rapporto costo/prestazione resta focalizzato per un alto livello qualitativo del servizio. Non di rado gli uffici post deposito inviano comunicazioni e richieste a cui occorre rispondere in modo adeguato. Questi eventuali costi e i costi per seguire eventuali azioni legali non sono compresi nei costi di deposito.

 

La strategia che solitamente suggeriamo di seguire è:

1. Prima di procedere al deposito del marchio effettuare una ricerca di anteriorità a seguito della quale si può’ valutare di non procedere al deposito o di modificare in parte o totalmente il segno distintivo inizialmente scelto.

2. Web Brand Protection, registrare i domini di interesse per bloccare preventivamente la contraffazione del marchio in internet.

3. Deposito del marchio italiano

4. Deposito del marchio comunitario e/o internazionale ed eventuali marchi nazionali esteri.
5. Utilizzare il servizio di sorveglianza del marchio.

I MARCHIultima modifica: 2010-11-16T18:29:03+00:00da meneziade
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