DIRITTI DELLA PERSONALITA’

 

 

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Opera dell’ingegno:

Art.2575 c.c. opere di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e al cinema, quale che ne sia il modo o la forma di espressione

In seguito aggiunte le opere fotografiche e quelle espresse con procedimento analogo

Esse possono essere applicate all’industria, tuttavia l’opera dell’ingegno deve poter essere scindibile dalla applicazione industriale come oggetto suscettibile di godimento estetico e culturale nuovo.

Il disegno di una carrozzeria di automobile non lo è, la combinazione di linee e colori commissionata dall’industriale di tessuti ad un pittore si. Neppure può trattarsi di opera decorativa priva di ricerca di novità espressiva Per ciò sono impropriamente artistiche le realizzazioni dell’artigianato di modelli o disegni ornamentali. Non occorre evidentemente un sommo grado di creatività e genialità : il diritto non giudica e critica.

 Invenzione industriale:

 Sono i ritrovati della tecnica che presentano i caratteri della originalità e della novità e che siano suscettibili di avere una applicazione industriale, come:

1. nuovi metodi di lavorazione, nuove macchine o comunque nuovi strumenti per la produzione

Se il metodo o processo di fabbricazione industriale è diretto ad ottenere un prodotto industriale nuovo, il brevetto si estende anche al prodotto ottenuto e ogni prodotto identico si presumerà, fino a prova contraria, ottenuto con il metodo o processo brevettato.

2. nuovi prodotti industriali

3. applicazioni tecniche di nuovi principi scientifici se suscettibili di immediati risultati industriali e il diritto di esclusiva riguarderà per es. la macchina in grado di utilizzare una nuova fonte di energia e non il principio scientifico o la fonte stessa.

si discute se una nuova sostanza chimica, brevettata per un determinato impiego, possa essere usata per un altro.

Non sono invece invenzioni:

– le scoperte, le teorie scientifiche e i metodi matematici

– i piani, i principi e i metodi per attività intellettuali, per gioco o per attività commerciali e i programmi per elaboratori (la protezione del software è quella delle opere dell’ingegno)

– le presentazioni di informazioni

 Infine è da dire che l’invenzione industriale deve avere necessariamente i requisiti della novità e industrialità:

Industrialità: applicabilità all’industria

Novità: o anche originalità o novità intrinseca. E’ l’apporto creativo sottolineato dalla norma che stabilisce che una invenzione è tale se, per una persona esperta del ramo, essa non risulta in modo evidente dallo stato della tecnica. Ossia si richiede che non sia già accessibile al pubblico con la sua descrizione, anche solo orale.

invenzioni di traslazione: si applica il trovato in un nuovo settore per risolvere un

problema

Invenzioni di combinazione: risultanti dal coordinamento originale ed ingegnoso di

elementi e mezzi già conosciuti

Invenzioni di perfezionamento: risoluzione in forma diversa e più conveniente di

problemi tecnici già risolti

Invenzioni dipendenti: implicano l’utilizzazione di una precedente invenzione e

necessitano della autorizzazione del titolare del precedente brevetto.

 Il diritto morale e il diritto patrimoniale:

Opere dell’ingegno e invenzioni industriali non sono, giuridicamente dei beni, non trattandosi di cose. Essi possono essere considerati quali beni immateriali Tale bene immateriale non è da confondere con il substrato materiale cui è necessariamente collegato, il corpus mechanicum, le singole copie del libro per es.

Sul bene immateriale sono riconosciuti al suo creatore due distinti diritti : un diritto morale di autore o di inventore e un diritto patrimoniale

Il diritto morale è il diritto alla paternità dell’opera o dell’invenzione, cioè di esserne riconosciuto autore. Trattasi di diritto della personalità in quanto tale imperscrittibile, irrinunciabile ed intrasferibile. Dopo la morte dell’autore il diritto morale può essere fatto valere senza limiti di tempo dal coniuge, dai figli o in mancanza da ascendenti e discendenti (indipendentemente dalla loro qualità di eredi in quanto trattasi di diritto intrasferibile). Lo scopo è di tutelare l’interesse famigliare. Compresi nel diritto morale:

– il diritto di inedito (di non pubblicare l’opera)

– il diritto di opporsi a modificazioni della stessa pubblicata

– il diritto di ritirare l’opera dal commercio qualora sussistano gravi ragioni morali, salvo l’indennizzo dovuto a chi abbia acquistato il diritto alla utilizzazione commerciale dell’opera.

Il diritto patrimoniale è il diritto esclusivo all’utilizzazione economica dell’opera o dell’invenzione. In senso traslato ed improprio si parla di diritto di proprietà su bene immateriale che ne consente la facoltà di goderne e disporne in modo esclusivo (art.832). Può essere oggetto di pegno. Tale diritto è in ogni caso trasferibile. Esso può formare oggetto di:

– trasferimento della titolarità del diritto

– concessione temporanea del godimento del diritto ferma restando la titolarità del medesimo da parte dell’autore o dell’inventore

– il trasferimento o la concessione temporanea del godimento delle singole facoltà che ineriscono al diritto patrimoniale.

Il contratto di edizione: non si tratta di un trasferimento del diritto ma di una concessione del godimento temporaneo, per una durata non superiore ai venti anni, dei diritti di utilizzazione dell’opera che l’editore si impegna a pubblicare e a mettere in commercio.

Può riguardare anche un’opera non ancora creata ma non può riguardare tutte le opere o le categorie di opere di un autore senza limiti di tempo.

Licenza di brevetto: è il contratto mediante il quale il titolare dell’invenzione (sia egli l’inventore od il cessionario di questo) costituisce sull’invenzione un diritto, reale o personale (ed avremo allora qualcosa di simile all’usufrutto o alla locazione), a favore di altri che consente loro l’uso esclusivo (licenza esclusiva) o l’uso non esclusivo (licenza personale, che lascia sussistere l’uso dell’invenzione da parte del titolare del brevetto). Il licenziatario ha l’obbligo, non la semplice facoltà di attuare l’invenzione, e l’inadempimento di questa obbligazione può condurre alla risoluzione del contratto.

 E’ evidente che diritto morale e patrimoniale possono così avere titolari diversi. Quello patrimoniale è di solito acquistato da un imprenditore, quando non gli sia già attribuito all’origine in virtù del fatto che l’opera dell’ingegno sia stata realizzata in esecuzione di un contratto d’opera oppure nel caso dell’invenzione del lavoratore, dell’opera cinematografica o dell’opera collettiva.

Un caso a parte è quello delle arti figurative dove l’artista crea simultaneamente l’opera dell’ingegno e in un unico esemplare il corpus mechanicum. In tal caso l’imprenditore acquista dall’artista il bene materiale a cui l’opera dell’ingegno è inseparabilmente collegato. All’autore spetta una percentuale sul prezzo della prima vendita pubblica e sul maggior valore che l’opera abbia conseguito nelle successive vendite pubbliche.

 Acquisto e protezione del diritto patrimoniale:

I diritti morali e patrimoniali sulle opere dell’ingegno sorgono in capo all’autore al momento stesso della creazione dell’opera.

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I diritti morali e patrimoniali sulle invenzioni industriali si conseguono nel momento in cui si consegue il brevetto per l’invenzione con effetti però che decorrono dalla data della domanda. L’ideazione dell’invenzione attribuisce solo il diritto ad ottenere il brevetto.

Fra più autori della medesima invenzione prevale chi per primo ha fatto domanda di brevetto

Tuttavia è concessa una tutela anticipata e provvisoria:

L’inventore gode della medesima protezione di quella che consegue alla concessione del brevetto:

– decorsi 18 mesi dalla data di deposito della domanda

– decorsi 90 giorni dal deposito se il richiedente ha dichiarato di volerla rendere immediatamente accessibile al pubblico

– nei confronti delle persone cui è stata notificata la domanda stessa

Ancora è protetto il preuso che consente, a chi ha fatto uso dell’invenzione entro la propria azienda nei 12 mesi anteriore alla data di deposito della domanda altrui di continuarne l’uso potendo, col trasferimento dell’azienda stessa, trasferire il diritto di preuso stesso.

 Il brevetto è concesso da un organo dello stato: l’Ufficio centrale dei brevetti. In Italia, a differenza che in altri paesi, la concessione non è preceduta da un esame tecnico dell’invenzione e della sua novità. Vi è un solo controllo formale e quello sostanziale si limita a respingere domande per invenzioni manifestamente carenti di originalità e novità.

Chi voglia essere tutelato in più nazione deve anche li fare relativa domanda salva la possibilità di valersi dell’Ufficio brevetti europeo di Monaco o del trattato di cooperazione brevettuale di Washington.

Galgano qui sostiene che il brevetto non ha effetto costitutivo del diritto ma crea solo la presunzione iuris tantum della titolarità e della validità del brevetto.

Si noti che non possono essere brevettati i metodi per il trattamento chirurgico, terapeutico e diagnostico del corpo umano e animale, né si possono brevettare invenzioni la cui attuazione sia contraria all’ordine pubblico o al buon costume.

Il brevetto attribuisce la facoltà esclusiva di attuare l’invenzione e di trarne da essa profitto. L’esclusiva non si estende agli atti compiuti in ambito privato per fini non commerciali o in via sperimentale. L’esclusiva del commercio si esaurisce però una volta che il prodotto sia stato posto in vendita per rispetto al libero commercio e rendendo con ciò possibile il fenomeno delle importazioni parallele.

limitata è invece la protezione delle varietà vegetali. L’esclusiva è solo sul materiale di propagazione e di riproduzione e non dal prodotto sviluppatosi. Solo il titolare del brevetto può vendere il seme brevettato ma chiunque può, una volta acquistato, utilizzarlo per la coltivazione e rivendere i prodotti.

 Durata: mentre il diritto morale ha in ogni caso durata perpetua, il diritto patrimoniale sulle opere dell’ingegno e sulle invenzione è limitato perché, evidentemente, reca pregiudizio , come ogni situazione di monopolio, all’interesse generale.

Il diritto patrimoniale sulle opere dell’ingegno dura 50 dopo la morte dell’autore dopo di che diviene di pubblico dominio

Il diritto patrimoniale sulle invenzioni dura 20 anni dal deposito della domanda, ma si perde anche prima, per mancato sfruttamento dell’invenzione per tre anni dalla concessione di brevetto o dal mancato pagamento della tassa annuale di brevetto.

 Tutela: al titolare del brevetto e al licenziatario spettano, contro chi sfrutti abusivamente l’invenzione:

l’azione di contraffazione, che mira ad ottenere una sentenza che inibisca l’ulteriore sfruttamento abusivo, la rimozione o la distruzione dei mezzi usati per la contraffazione e dei prodotti contraffatti

l’azione di risarcimento dei danni, che il giudice può determinare anche in rapporto a eventuali contraffazioni future

Nel corso del giudizio è possibile ottenere una sentenza provvisoriamente eseguibile con provvedimento cautelare. Ancor prima della instaurazione del giudizio si può ottenere dal giudice la descrizione o il sequestro degli oggetti prodotti illegittimamente.

Non possono essere sequestrati ma solo descritti gli oggetti esposti in fiera su domanda di chi sia già titolare del brevetto

 Nullità: la sentenza che dichiara la nullità ha effetto retroattivo ma non pregiudica i contratti aventi per oggetto l’invenzione nella misura in cui sono già stati eseguiti, salvo sia stabilito un equo compenso. E’ possibile che la sentenza disponga la conversione del brevetto

Gli atti, le sentenze, le relative domande giudiziali concernenti i brevetti nazionali per l’invenzione sono resi pubblici attraverso trascrizione presso l’Ufficio centrale brevetti.

con l’evidente scopo di rendere opponibili ai terzi trasferimenti e sentenze e di stabilire la preferenza fra più acquirenti il medesimo diritto dallo stesso avente causa, nonché a determinare la continuità dei trasferimenti.

 Licenza obbligatoria, cosiddetta in modo improprio: meglio licenza coattiva in quanto fonte del rapporto è un atto amministrativo. E’ concessa dal ministro dell’industria qualora entro 3 anni dal rilascio del brevetto o 4 dal deposito della domanda l’invenzione non sia stata attuata o lo sia stata in misura inadeguata ai bisogni della collettività e il titolare del brevetto si sia rifiutato di rilasciarne licenza a condizioni eque o del suo rifiuto di dare licenza a chi voglia ottenere una invenzione dipendente.

 Vediamo ora il caso in cui titolare del diritto patrimoniale sul bene immateriale è fin dall’inizio un imprenditore:

Invenzione del dipendente: Si pensi al caso dei laboratori di ricerca dove spesso équipe di ricercatori hanno lo specifico compito di elaborare nuove invenzioni. Qui il diritto morale rimane a chi effettivamente è inventore, quello patrimoniale è attribuito al datore di lavoro. Ma il dipendente deve effettivamente essere stato preposto all’attività inventiva (se ciò non è stato fatto esplicitamente lo si può dedurre dalla sua retribuzione). Altrimenti si distingue:

1. l’invenzione è stata fatta nell’esecuzione di un contratto di lavoro senza che fosse prevista e quindi preventivamente retribuita l’attività inventiva. Allora l’inventore ha ulteriore diritto ad equo premio.

2. l’invenzione è stata compiuta dal dipendente fuori dall’esecuzione di un contratto di lavoro ma nel campo di attività dell’azienda in cui l’inventore è addetto. in tal caso i diritti patrimoniali e morali spettano all’inventore ma l’imprenditore ha diritto di prelazione per l’uso e l’acquisto del brevetto di cui il dipendente voglia eventualmente disporre.

 E’ il caso di trattare congiuntamente la disciplina delle opere comuni o collettive:

Opera comune: è comune a più persona l’opera creata con il loro contributo inscindibile e in distinguibile (più autori del medesimo trattato o della medesima composizione musicale, opere cinematografiche).

– Il diritto patrimoniale appartiene ai coautori in comunione fra loro e si determina in base alla vita del coautore che muore per ultimo

– Il diritto morale individualmente a ciascuno degli autori

Per modifiche e pubblicazione occorre il consenso di tutti

Per quanto riguarda le opere cinematografiche esse sono considerate opere comuni a più autori (soggettista, sceneggiatore, autore della colonna musicale , regista etc.) ma il diritto patrimoniale d’autore spetta solo al produttore.

Opera collettiva: consiste nella scelta e nel coordinamento di opere aventi autori diversi aventi ciascuna carattere di creazione autonoma (es. riviste, giornali, enciclopedie).

Autore dell’opera collettiva è considerato chi organizza e dirige la creazione dell’opera stessa, in genere il direttore della rivista o del giornale o il curatore dell’enciclopedia.

Si noti che ciò che conta è chi effettivamente organizza e dirige quindi l’autore sarà considerato costui e non l’editore.

I singoli collaboratori hanno facoltà di utilizzare la propria opera separatamente (salvo patto contrario). Nel caso dei periodici la pubblicazione non deve essere contemporanea, in quello delle opere diverse dai periodici gli estratti devono indicare l’opera dalla quale sono estratti e la data della pubblicazione e deve trattarsi di un volume dello stesso autore e non di un altra opera collettiva.

Gli articoli di attualità, di carattere economico o politico possono liberamente essere riprodotti su altri giornali o periodici indicandone la fonte.

 Modelli di utilità e disegni ornamentali

 I modelli di utilità sono invenzioni minori. Non creano una nuova macchina o strumento di lavoro ma valgono a conferire a macchine o a strumenti inventati da altri maggiore efficacia o maggiore comodità di impiego. Chi consegue il brevetto di modello di utilità ha diritti analoghi all’inventore ma di minore durata .

il diritto patrimoniale dura solo 10 anni e si perde per mancato sfruttamento dopo un anno dalla concessione del brevetto.

Spesso il confine fra invenzione e modello di utilità è labile e così frequentemente si chiede contemporaneamente il brevetto per entrambi.

 I disegni ornamentali, detti anche modelli, sono opere dell’ingegno minori applicati all’industria che danno linea, forma e colore a prodotti industriali.

– Si distingue dal cosiddetto artigianato artistico perché i beni sono prodotti in serie

– Si distingue dalle opere dell’ingegno per la totale funzionalità all’industria

Sono equiparati ai modelli di utilità ma il diritto patrimoniale dura per 15 anni.

Si è discusso sulla qualità delle singole parti della carrozzeria automobilistica per quanto riguarda i pezzi di ricambio.

La Cassazione, concorde con la Corte di giustizia delle Comunità europee, ha ammesso la brevettabilità a tali componenti in concorso con la protezione derivante dalle norme sulla concorrenza sleale.

Interpreti ed esecutori di opere dell’ingegno

 Il diritto morale si esplica nella possibilità di opporsi alla diffusione o esecuzione della loro interpretazione o esecuzione quando possa essere di pregiudizio alla loro reputazione

Il diritto patrimoniale come diritto al compenso equo nei confronti di chiunque abbia diffuso o riprodotto la loro interpretazione o esecuzione senza il loro consenso.

Progettisti di ingegneria e di architettura: mentre i progettisti di architettura sono autori di opere dell’ingegno protette come tali gli autori di un progetto di ingegneria che implica la soluzione originale di problemi tecnici (non basta l’impostazione del problema) non possono impedire che altri, senza il loro consenso realizzino il progetto salvo diritto ad equo compenso nei confronti di chi l’abbia realizzato a scopo di lucro. Hanno anche il diritto esclusivo di riproduzione dei piani e disegni del progetto.

 Il Know-how e il trasferimento di tecnologia

 Definizione di Know-how: trattasi delle acquisizioni esclusive e segrete di un imprenditore su come produrre e scambiare, un insieme di conoscenze, esperienze, accorgimenti, non di dominio pubblico, di cui l’imprenditore ha fatto tesoro e che utilizza nella propria impresa con l’interesse a che nessuno ne venga a conoscenza, indipendentemente dalla brevettabilità degli elementi stessi.

– è protetto penalmente in quanto segreto industriale (artt.622 e 623 c.p.)

– è protetto civilmente dallo art. 2599 c. 3 c.c. in materia di concorrenza sleale

La protezione è però relativa, non assoluta in quanto l’imprenditore può agire solo nei confronti di chi abbia carpito il segreto e non dei terzi venuti successivamente a conoscenza. Esso può formare oggetto di contratti.

 Si parla di cessione di Know-how o di trasferimento di tecnologia o di licenza di Know-how (contratto atipico vagamente simile ad una locazione ma il suo oggetto non è un bene): un imprenditore comunica ad un altro proprie conoscenze riservate sul modo di produrre o di scambiare autorizzandolo a ciò con l’obbligo di mantenere il segreto su quanto comunicato (e talvolta l’obbligo di produrre effettivamente). La durata è predeterminata.

Di regola il corrispettivo è in percentuale (3 o 5 %) ma può anche essere accompagnata da una iniziale somma una tantum.

Può accompagnarsi anche una licenza di marchio.

DIRITTI DELLA PERSONALITA’ultima modifica: 2010-11-13T20:38:00+00:00da meneziade
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